Nov 10 2015
godiritto2015 TOPnew

«La fiaba è il sillabario mediante il quale il bambino impara a leggere la propria mente nel linguaggio delle immagini, l’unico linguaggio che gli sia permesso di comprendere primo del raggiungimento della maturità intellettuale. E’ necessario che il bambino sia messo a contatto con questo linguaggio e che impari a comprenderlo, per giungere a dominare la propria anima» -Bruno Bettelheim, Il mondo incantato-

 

Le fiabe, nella vita di un bambino, occupano uno spazio importante nella sfera della comprensione e sono il mezzo con cui il bambino elabora e fa propria la realtà.

Le funzioni principali della fiaba sono quelle di colmare temporaneamente nel bambino delle lacune dovute alla normale mancanza di esperienza e di informazioni, vista la giovane età e di controllare il caos interiore tra “il Bene” e “il Male”.
In questo senso la fiaba aiuta il bambino a prendere consapevolezza sia della sua parte buona, sia della sua parte cattiva, facendo in modo che possa vincere quest’ultima e prevalere nella sua quotidianità l’aspetto più equilibrato e positivo.

La fiaba diventa quindi linguaggio universale dell’anima che parla direttamente alla sfera emotiva del bambino. È talmente universale questo tipo di linguaggio che in numerose culture ed epoche le fiabe si ripetono uguali.
In ogni fiaba sono presenti personaggi molto variegati, con caratteristiche ben definite e sempre riconoscibili (l'orco, il lupo, la fatina buona, il fratellino piccolino...), con cui i bambini possono identificarsi in maniera chiara o in cui possono riconoscere i ruoli degli adulti che li circondano.

Ogni fiaba rappresenta un problema, un’impresa, una prova da superare e in questo modo sviscera le differenti possibilità che ognuno di noi ha di fronte ad una scelta, anche le più ingegnose e magiche, che portano senza dubbio ad una soluzione positiva del problema e spesso ad una condizione migliore di quella di partenza.

Questo processo, oltre ad essere un piacevole passatempo, conduce il bambino ad interrogarsi sulle sue stesse avventure, vicende, problematiche quotidiane e gli consente di sperimentarsi con sicurezza e speranza di riuscita, per venire fuori con successo da situazioni a volte difficili o dolorose. Le fiabe sono veicolo di lealtà e giustizia, narrano di luoghi dove il Bene vince sul Male, dove i giusti vengono premiati per la loro integrità, dove i cattivi vengono sempre sconfitti.

Attraverso la fiaba il bambino impara che i problemi esistono e che possono essere superati spesso grazie all'impegno e alla buona volontà. In sintesi perciò ogni fiaba fornisce una soluzione equilibrata rispetto ad una data realtà.
Per citare G.K. Chesterton, "Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, lo sanno già che esistono. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere." La fiaba raggiunge il suo grado più alto quando viene letta al bambino da un adulto per lui significativo, perché come diceva Lewis Carroll, autore di Alice's Adventures in Wonderland, “le storie sono doni d’amore”. La valenza di una fiaba letta da un adulto amorevole che si mette a disposizione della relazione adulto-bambino è massima. La voce dell'adulto guida i pensieri del bambino, l'intonazione della voce aiuta la comprensione e la mancanza di ausili visivi aiuta i bimbi ad allenare la concentrazione e l'attenzione.

La lettura di una fiaba diventa momento di incontro intimo e di riflessione, un momento di confronto e di esplorazione indispensabile alla crescita.

Ecco quindi che la buona abitudine di leggere la fiaba della buona notte non dovrebbe abbandonare nemmeno le famiglie più tecnologiche.

Eva Dolfin - cooperativa sociale Titoli Minori

educatore del servizio Il Mignolino, Ludeteca Puntodincontro e Centro di Aggregazione Spazio Yong